Bauli a Verona la storia di una grande azienda alimentare

Bar Bauli Verona per Silla e Pepe

Gruppo Bauli

Storia di una grande azienda alimentare

Il nome Bauli ci riporta subito alla mente morbidi croissaint mattutini e il famoso Pandoro dall’inconfondibile confezione rosa tenue e un jingle  pubblicitario che resta in mente.

Ma forse non tutti sapranno la storia che sta dietro a questo grande gruppo alimentare di Verona. Potevo esimermi dal raccontarla? Certo che no. Vale la pena conoscere una buona storia di cibo.

Quante volte siete passati davanti al bar Bauli o ai suoi punti vendita nella città scaligera oppure avete gustato una delle tante prelibatezze senza soffermarvi su come è nata questa azienda che tutto il mondo conosce?

Non voglio entrare nel merito dei prodotti Bauli, se vi piacciono o meno, bensì accompagnarvi in un viaggio avventuroso per il mondo, che è quello che ha fatto Ruggero Bauli.
Sarò il vostro Marco Polo: allacciate le cinture. Si parte!

Quella che vi racconto oggi è la storia, per niente banale e scontata, di un grande imprenditore. Dell’uomo più che dell’industria. Dell’aspetto umano e non tecnologico.

La vita e la figura di Ruggero Bauli sono di quelle che non ti scordi facilmente.

Il Personaggio

Ruggero Bauli.

Ruggero Bauli è stato l’industriale protagonista del rilancio del Veneto nel dopo guerra.
Nato in una famiglia di piccoli imprenditori era nono di tredici figli, –  cosa che non gli ha impedito di crescere e diventare un grande imprenditore e realizzare il suo sogno.

Siamo agli inizi del ‘900 quando spinto dalla passione per la pasticceria il giovane Ruggero Bauli inizia a lavorare come garzone di bottega. Era il periodo in cui si doveva pagare per far lavorare il proprio figlio affinchè facesse pratica.
Poi sopraggiunge la guerra e varie vicissitudini portarono Ruggero Bauli ad imbarcarsi per l’Argentina.

Ma il viaggio non andò tutto liscio. Durante la traversata un nubifragio si scatenò sulla nave su cui viaggiava.

Bar Bauli Verona per Silla e Pepe

Per fortuna uscì illeso dal naufragio ma si ritrovò a ripartire da zero senza macchinari, nè soldi, avendo perso tutto sulla “Principessa Mafalda”, la nave su cui viaggiava.

Per fortuna con impegno e tenacia riuscì a rimettersi in piedi e riprendere il suo percorso professionale. Ruggero trovò lavoro alla pasticceria “Paris” di Buenos Aires, in Argentina, e in breve tempo fu a capo di una squadra di 40 persone.

 

Il rientro in Italia di Ruggero Bauli.

Con il guadagno ottenuto da questo impiego qualche mese dopo potè organizzare il suo rientro in Italia.
Qui sposò Rita Giacominelli e con lei sotto casa avviò un laboratorio artigianale.



Il 1938 è un anno significativo per Ruggero Bauli che apre in centro città a Verona la sua bottega, che non tarda a diventare punto di riferimento per tutti i veronesi.

Qualche anno più tardi, negli anni ’70, vedrà alla luce anche il primo stabilimento destinato a diventare una delle più grandi aziende alimentari venete gestita ora dalla terza generazione Bauli.

Il locale in foto costruito nel 1954 è per tutti coloro che si trovano a passare da Verona un punto di riferimento per darsi appuntamento davanti ad un buon caffè perchè in una posizione strategica.

Ora l’azienda si trova a Castel D’Azzano, poco fuori Verona, dove fu trasferita negli anni ’70 ampliando anche la produzione.

Come ho reso omaggio alla storia di Ruggero Bauli.

Tutti noi penso abbiamo in mente almeno un prodotto dell’azienda Bauli.
Ora quando scarteremo la confezione penseremo alla sua origine e la storia avventurosa che la caratterizza.

Per rendere omaggio alla persona coraggiosa e determinata del capostipite del gruppo veronese ho pensato ad una ricetta da realizzare con la colomba pasquale.

Una mia personale rivisitazione, un modo diverso di servire il dolce tipico pasquale. Come preparare un dessert di Pasqua facile e veloce ma di sicuro effetto, che nell’occasione diventa un dessert al cucchiaio molto accattivante.

La mia ricetta.

Colomba al cucchiaio per raccontare la storia di Bauli

Ingredienti:

  • colomba di Pasqua
  • mascarpone q.b.
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • panna fresca da montare
  • amaretti q.b.
  • caffè
  • cacao

 

Preparate il caffè: zuccheratelo e lasciatelo da parte a raffreddare.
Nel frattempo tagliate a fettine la colomba tenendo solo la parte interna più chiara e morbida.

Per preparare la crema: lavorate il mascarpone con lo zucchero a velo e incorporate la panna montata mescolando dal basso verso l’alto per non sgonfiare il composto.
(Ho preferito evitare l’uovo optando per una crema più leggera).
Stendete quindi nel barattolo/coppetta una fettina di colomba, bagnate col caffè, successivamente spalmate la crema ed infine cospargete con cacao e granella di amaretti.
Continuate con un altro strato.

Per ultimo completate con la copertura di glassa della colomba sbricciolata.
Ponete in frigo a raffreddare prima di servire.