Spegniamo la luce e accendiamo il nostro cuore

Spegniamo la luce e accendiamo il nostro cuore

Vivi l'emozione di cenare al buio

Un’esperienza nuova e indimenticabile per riscoprire i nostri sensi: spegnere la luce e mangiare al buio.
E’ una sensazione speciale, un approcciarsi al cibo, al gusto e agli odori in maniera diversa.
Vuol dire mettere da parte per un pò di tempo tutto l’aspetto non verbale a cui diamo spesso molto peso prima ancora di affidarci al significato delle parole stesse.
La vista a volte ci porta a giudicare anzi tempo senza dare il giusto spazio ai sensi che trasmettono gusto e olfatto, ma anche a tutto ciò che riguarda l’aspetto non verbale.

Questa esperienza nasce dalla volontà di gustare il cibo in maniera più profonda senza essere condizionati dalla vista e di approcciarsi in maniera diversa verso coloro che sono non vedenti e vivono al “buio”.

Guarda la testimonianza raccolta durante la mia visita alla fiera Stili e Sapori di Padova dove veniva fatta provare l’esperienza di degustazione al buio grazie alla Fondazione Lucia Guderzo

Da qui è nata l’idea di far provare la stessa emozione anche ad altre persone. E hanno preso vita le cene al buio.

Nelle cene che organizzo su Verona in collaborazione con l’Associazione dei ciechi e degli ipovedenti ti faremo vivere una nuova esperienza. Scopri di più e visita il loro sito
Metteremo da parte il senso primario che è la vista, per il tempo di una cena, sviluppando tutti gli altri sensi.

Troppo concentrati come siamo sul “non toccare” e “non portare” alla bocca il cibo tanto che nel tempo dimentichiamo le consistenze e perdiamo l’essenziale. Ci affideremo quindi al tatto, con supporto dell’olfatto e anche dell’udito.

Naturalmente il menù sarà a sorpresa e sarà proprio questo il bello della serata. Scoprire gli ingredienti del piatto, le varie consistenze, portare il cibo alla bocca e in alcuni casi usare il coltello per tagliare il cibo.

Saremo supportati da persone non vedenti o ipovedenti appartenenti all’ Unione dei ciechi di Verona durante tutto il servizio. Ciò ci permetterà di ricevere alcune indicazioni e suggerimenti per la serata. Nonchè racconti della loro quotidianità così apparentemente tanto diversa dalla nostra.
Parte dell’incasso della serata sarà a loro devoluto per finanziare i loro progetti.

Non sai cosa aspettarti e hai timore ad affrontare questa esperienza?
Ti può essere d’aiuto guardare questo video.

Insieme ai collaboratori dell’Unione ciechi di Verona abbiamo raccolto la testimonianza dei partecipanti ad una delle nostre cene.

Spero di averti nostro ospite in una delle prossime cene per vivere insieme un’esperienza senza luce ma che illumina l’anima.

Prima di chiudere vorrei lasciarti il punto di vista di qualcuno che con i ciechi vive e lavora: il cane guida. Leggilo perchè è molto interessante!

Sono un cane guida ...

“Sono un cane guida e voglio raccontarti in che modo devi agire quando mi incontri in compagnia del mio padrone cieco.
Io, in quanto cane guida, sono un cane da lavoro e non costituisco una mascotte, non sono un cane da esibizione.
Il mio comportamento e il modo in cui mi si deve trattare è totalmente differente e devo essere rispettato nella mia funzione di guida e fedele compagno del mio padrone.

cane guida per chiechi un mondo senza luce

Quando guido il mio compagno sto lavorando e mi è stato insegnato a concentrarmi mentre svolgo il mio compito. So che fuori dal mio ambiente domestico sono responsabile della mia vita e di quella del mio amico umano.
Svolgo un compito estremamente complesso in quanto in alcuni momenti dalla mia attenzione e dalla mia capacità di concentrazione può dipendere addirittura la mia vita e quella del mio conduttore. Ragion per cui il non vedente ha il dovere di correggermi quando commetto degli errori che potrebbero risultare fatali.
Siete dunque pregati di non intervenire e non umiliare la persona cieca accusandola di maltrattamento nei miei confronti.
D’altronde anche voi venite ripresi dai vostri superiori quando nel vostro ambito lavorativo commettete degli errori.

Per favore, non toccarmi o accarezzarmi quando mi incontri mentre sto lavorando, cioè con i finimenti per la guida; questo significherebbe distrarmi dalla mia missione; la cosa più adeguata che puoi fare è ignorarmi, così svolgerò il mio lavoro perfettamente!
Un cane guida come me, durante il lavoro ispira sicuramente tanta tenerezza; a molti verrebbe istintivo accarezzarmi.
Onde evitare una reazione brusca da parte del non vedente che non può rendersi conto a causa del suo handicap dello sguardo amichevole di chi si avvicina a me il mio consiglio è di chiedere sempre alla persona cieca il permesso di interagire con me. Questo però può accadere solo quando non stò indossando l’imbracatura e quindi sono in un momento di pausa lavorativa.

Se hai un cane, per favore tienilo sotto controllo, evitando che possa causare un incidente quando passa vicino a me e al mio padrone che accompagno.
Anche se il vostro cane è buono e dovesse avvicinarsi con abbaiare amichevole, il non vedente non potendo riconoscere visivamente la postura del vostro cane, può spaventarsi e disorientarsi. Quindi riprendete il cane al guinzaglio e liberatelo solo quando ci siamo allontanati.
Non offrirmi dolci o altri alimenti; il mio compagno bipede si incarica con cura della mia alimentazione in modo responsabile e con affetto; sono ben nutrito e ho orari prefissati per mangiare.

Quando ti rivolgi ad una persona cieca che si fa accompagnare da un semplice cane guida come me, parla direttamente con la persona e non con me.
Se un cieco con cane guida si trova ad aver bisogno di aiuto, lo chiede; avvicinati dal lato destro, in modo che io rimanga alla sinistra; chiedi se ha bisogno di assistenza; se accetta, mi ordinerà che ti segua o ti chiederà che tu gli offra il braccio sinistro; lo prenderà e mi farà un gesto per indicarmi che sono temporaneamente a riposo.

Se un non vedente ha bisogno di indicazioni per dirigersi in un luogo, dagliele, cercando di fornirgliele nel modo più preciso e dettagliato possibile, ricordandoti sempre che non può vedere la gestualità e che quindi è necessario che tu ti esprima solo a parole.
Non correre o non prendere il braccio di una persona cieca in mia presenza senza prima parlarle. Non toccare mai la mia guida; è solo per il mio padrone cieco che io accompagno.

Noi cani guida abbiamo luoghi e orari predefiniti per sporcare; io come cane guida sono abituato a viaggiare su qualsiasi mezzo di trasporto e mi sdraio ai piedi del mio padrone cieco senza dare fastidio ai passeggeri, sia che si tratti di viaggi dentro e fuori la città, o addirittura fuori dal paese.
Io, in virtù del mio rigoroso addestramento, sono abituato e ho il diritto di accedere e restare in qualsiasi tipo di edificio, sia sanitario che commerciale, come ristoranti o altri locali come supermercati, bar, cinema, teatri, luoghi di studio o di lavoro…, senza provocare alterazioni nel funzionamento dei medesimi e senza causare fastidi al personale o al pubblico.
Noi cani guida possiamo accompagnare i nostri amici bipedi oltre che in ogni luogo pubblico, anche sul posto di lavoro, ma siamo tenuti a non vagare liberamente in tali luoghi.

Un gruppo di persone ferme al centro di un marciapiede, disposte in modo da rendere impossibile il mio passaggio e della persona che guido, dovrebbe, nel momento in cui si accorge del nostro sopraggiungere, spostarsi in modo da darci la possibilità di passare.
Macchine e motorini parcheggiati sui marciapiedi costituiscono un ostacolo insormontabile per la coppia cieco-cane che può essere costretta per questi atti di inciviltà a deviare il proprio percorso scendendo dal marciapiede per poi riprenderlo dopo aver aggirato l’ostacolo. Ciò in molti casi può divenire pericoloso”.



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