Giovanni Rana, re della pasta fresca: storia dell'azienda veronese

Giovanni Rana: storia dell’imprenditore veronese

Una vita dalle stalle alle stelle

Ormai mi conoscete e sapete che mi piace raccontare storie che riguardano il cibo e la mia città. Mettetevi comodi che oggi vi parlo di Giovanni Rana, artigiano italiano della pasta fresca, emblema del Made in Italy. Tutti noi penso abbiamo assaggiato almeno una volta i suoi tortellini o i suoi sughi, e visto passare alla tv la sua faccia negli spot pubblicitari. Ma chi è l’imprenditore Giovanni Rana che tutti conosciamo? In questo articolo la storia di una grande industria italiana che è nata e si è sviluppata a Verona.
Perchè mi sia concentrata sul pastificio Rana è presto detto! La sua è una storia di successo e famiglia. Portare la pasta fresca fatta in casa, nelle case, ogni giorno è stata la mission del suo fondatore! E a vedere il risultato c’è riuscito alla grande! Insieme a Bauli, sono le aziende più conosciute a livello globale nate a Verona.

Chi è Giovanni Rana?

Giovanni Rana nasce il 15 ottobre 1937 a Cologna Veneta, un paese in provincia di Verona (Veneto). Perde il padre a 9 anni e si può dire che da bambino conosca le ristrettezze del periodo di guerra. Fin da giovanissimo, complice la scarsa propensione agli studi, mette le mani in pasta e va a lavorare nel panificio di famiglia insieme agli altri fratelli a San Giovanni Lupatoto.

Giovanni Rana con sfoglia in mano
Giovanni Rana con sfoglia in mano

Giovanni si innamora del mestiere di fornaio, con la sua motocicletta non era insolito vederlo girare per fare le consegne per il paese. Ma è soprattutto con la pasta fresca che lui sente il richiamo. E qui ha l’intuizione che lo porterà ad essere uno dei più grandi imprenditori veronesi. Qualche anno dopo avvia in proprio la produzione di pasta fresca e mette il primo mattoncino a quello che sarà il Pastificio Rana.

Come nasce il Pastificio Rana

L’artigiano della pasta fresca fiuta nell’aria prima degli altri il cambiamento e la richiesta sul mercato. Siamo nel dopo guerra, gli anni ’50-’60, quelli del boom economico. Le donne iniziano a lavorare e c’è meno tempo per preparare da mangiare, figuriamoci per fare la pasta in casa come una volta.
Giovanni Rana inizia la produzione di tortellini nei locali presi in affitto dalla sua ragazza che poi diventerà sua moglie. 2-3 donne a lavoro, che spesso venivano pagate con la merce che producevano. Qualche anno e la domanda cresce sempre di più. Ma la capacità umana del laboratorio non riesce a sopperire ai bisogni del consumatore. Si rende quindi necessario l’impiego dei primi macchinari e di nuovo personale. Il 28 marzo 1962 inizia ufficialmente la produzione industriale del pastificio Rana a San Giovanni Lupatoto dove ancor oggi si trova il quartier generale dell’azienda. Pensate che l’originale dell’iscrizione alla Camera di Commercio di Verona fa bella mostra di sè nello studio dell’imprenditore.

I primi tortellini ripieni


Non c’erano i macchinari di oggi, naturalmente. Quando Giovanni Rana parlava con i tecnici e gli ingegneri non capivano le sue esigenze. L’intuizione e la tenacia dell’imprenditore ha portato però i suoi frutti e i tortellini prodotti passano da 15 chili a 200 quintali all’ora. All’inizio degli anni ’70 arriva l’automazione e grazie ai nuovi macchinari il pastificio riesce a produrre i tortellini come fossero ancora fatti a mano.
Un altro grande contributo lo dà il figlio Gian Luca Rana, oggi amministratore delegato, che arriva in azienda nel 1986. Il marchio veronese della pasta fresca è già affermato, i numeri e il fatturato lo confermano, tanto da far gola a colossi industriali come Barilla. Non tarda, infatti, ad arrivare un’offerta di acquisizione che Rana prontamente respinge al mittente.

Giovanni Rana e la comunicazione

Nell’85 Giovanni Rana decide letteralmente di metterci la faccia. Vuole essere lui in persona a rappresentare negli spot pubblicitari la qualità del prodotto. Andò a Milano a bussare all’azienda di Silvio Berlusconi che allora muoveva i primi passi nel mondo della televisione privata, chiedendogli di mandare in onda la sua campagna pubblicitaria. Svolta anche sotto il profilo del marketing con una comunicazione sincera e un filo diretto con il consumatore che poteva dire “anch’io sono Giovanni Rana” e sentirsi per un momento il re dei tortellini.

Il pastificio oggi

Di fatto il figlio Gian Luca traghetta l’azienda del padre verso l’internalizzazione. Una crescita esponenziale che porta Giovanni Rana ad essere da piccolo artigiano di provincia ad ambasciatore del gusto italiano anche Oltreoceano. Il pastificio oggi impiega 3 mila dipendenti su 6 laboratori. E dopo 30 anni, l’acquisizione della Buitoni: la soddisfazione per l’imprenditore che ritorna agli anni addietro quando ha rischiato di vendere a loro la sua azienda.

murales dello streetartist Cibo davanti all'azienda di Giovanni Rana
murales dello streetartist Cibo davanti all'azienda di Giovanni Rana

Ricordiamoci quando andiamo a fare la spesa che dietro ad un prodotto spesso si cela una storia bellissima, di fatica impegno e dedizione. Ed io sono entusiasta di poterne parlare nei mie canali digitali per farvela conoscere. Pastificio Rana, non ha certo bisogno della mia pubblicità, ma da veronese ci tenevo raccontare le origini di un grande brand internazionale.