Iris tradizione del veronese

Iris tradizione veronese

Iris tradizione del veronese

Un tempo fonte di reddito per le famiglie

Iris tradizione del veronese, un tempo fonte di reddito per molte famiglie.

Gli iris sono dei bellissimi fiori dai colori delicati.
La famiglia delle iridacee, a cui appartengono, comprende molte specie. I fiori di iris vengono chiamati anche “giaggioli” e si caratterizzano per avere i petali esterni ripiegati verso il basso.

Nel veronese c’è una zona che negli anni passati ha visto svilupparsi la tradizione della lavorazione dei tuberi di iris blu, chiamati “riossi“, diventati per molte famiglie una fonte di reddito.

Oggi vi porto con me a conoscere un territorio, la sua tradizione antica, parte di storia e di un vissuto non troppo lontano.
Perchè scoprire un territorio è capire un pò di più di noi stessi. Zaino in spalle verso Campiano per scoprire gli Iris tradizione del veronese.

Iris tradizione veronese

Non era insolito fino poco tempo fa vedere sopra le stufe nelle famiglie i festoni ad asciugare

Dove

Campiano è una frazione del paese di Cazzano di Tramigna (Cassàn de Tramea in dialetto veneto). La Val Tramigna, dove è ubicato Cazzano, si trova ad est di Verona, in una zona contornata da morbide colline che vengono principalmente coltivate a ciliegi e olivi. Stupendo fare passeggiate in questa terra: in primavera potete assistere alla fioritura dei ciliegi con un tripudio di fiori e profumi.

Qui gli iris tradizione del veronese adornavano i campi e le colline attorno.
Vale la pena passare da qui per una passeggiata e godere di un paesaggio di naturale bellezza.

Cosa sono...

Cosa sono i Giadoi

I “giadoi” come vengono chiamati in dialetto i fiori di iris, un tempo ricoprivano la collina dove si trova Campiano di un colore blu e un profumo intenso. Rifiorivano ovunque anche sotto gli alberi di ciliegi.



E’ qui che per opera di due commercianti Gino Rocca e Ottavio Colognato , racconta la mia amica Gina, figlia di Gino, si è sviluppata questa attività di lavorazione dei bulbi. Operazione che coinvolgeva molte famiglie contadine e a cui si dedicavano prevalentemente donne e bambini.

Gina racconta …

Le famiglie in campagna prelevavano i tuberi di iris dalla terra e li ripulivano  dalle radici. Operazione che di solito facevano i bambini utilizzando un coltellino speciale fatto a forma di punto di domanda. Successivamente li spellavano, e una volta puliti in acqua li mettevano ad asciugare su delle assi di legno o vecchie lettiere.

Alla sera si ultimava la procedura. Con uno spago, detto “gaeta” in dialetto, si infilavano i tuberi come perle di una collana. Questi festoni lunghi un metro e mezzo venivano poi appesi dai genitori sui muri delle case ad essicare.

L’amica Gina Rocca che mi ha accompagnato in questo viaggio alla scoperta delle tradizioni di un tempo racconta che la sua famiglia li teneva in granaio.

“Ricordo che da bambina vedevo mio padre li appendeva sul solaio e sentivo un profumo intenso quasi nauseabondo che mi dava fastidio. E così era in tutte le case della mia zona. Una volta ben asciutti li infilava dentro sacchi di juta e rivenduti. Mio padre si adoperava per la raccolta dalle famiglie delle frazioni vicine e li rivendeva ad un commerciante che passava con un vecchio camion”.

Il trasportarore li portava a Milano per confezionare prodotti di cosmetica, articoli in lattice, profumi.

Quando

Dalla tarda primavera quando finiva la raccolta delle ciliegie per tutta l’estate. Le famiglie veronesi appendevano i tuberi al sole o nei solai per essicarli al sole  e rivenderli in autunno.

tuberi di iris

Ora è difficile trovare famiglie che si occupano di questa attività perchè l’industria ha preferito altri mercati economicamente più redditizi ma resta un patrimonio culturale di estrema importanza da far conoscere e tramandare.
Ogni anno nel mese di maggio si tiene una festa per conservare la memoria di un prodotto della zona che ha sfamato molte famiglie in tempi non tanto remoti.

AIUTATEMI a tenere viva la testimonianza di un patrimonio culturale come questo che appartiene non solo ad un luogo ma a tutti noi. CONDIVIDENDO questo articolo contribuirete a mantenere viva la sua memoria.