In Lessinia economia montana ghiaccio e formaggio

Tipico baito in Lessinia per la preparazione del formaggio

In Lessinia economia montana ghiaccio e formaggio

L'industria delle montagne veronesi

La montagna mi piace per vari motivi che la rendono unica. La cucina, le sue tradizioni, il paesaggio, la cultura. Delle tradizioni di un tempo in Lessinia, la montagna dei veronesi (ma non solo), vi parlo oggi in questo racconto. Dovete sapere che in Lessinia l’economia montana un tempo si basava su ghiaccio e formaggio.

 Il territorio – Lessinia

Con Lessinia si intendono le prime montagne alle porte di Verona che si incontrano salendo. La Comunità montana della Lessinia racchiude diversi paesi e fraziosi suddivisi in contrade. I primi insediamenti, centinaia di anni fa, si fanno risalire alle popolazioni cimbre di discendenza nord europea. In alcune zone dei Monti Lessini si preserva ancora l’antica lingua parlata. Nel paese di Giazza, ad esempio, non è insolito trovare chi ancora la parla e si può scorgere in diverse iscrizioni sui capitelli sparsi nelle contrade. Testimonianza significativa della storia di una comunità che vale la pena di conoscere e preservare.

Lessinia economia montana – Ghiaccio e formaggio

In Lessinia un tempo, neanche troppo lontano da noi, la comunità montana viveva dell’attività di estrazione e vendita del ghiaccio e della preparazione di formaggio e burro. Lo testimoniano le strutture in pietra dislocate tra i monti che servivano per queste attività economiche montane.
Per i nostri nonni l’economia si basava su quello che avevano a disposizione. Gli abitanti della Lessinia avevano latte dalle loro mucche e il ghiaccio. Per questo sono nati baiti dove lavorare il formaggio e giassare per il congelamento.

Tipico baito in Lessinia

Lessinia – La lavorazione del formaggio



Quello che vedete in foto è una struttura in pietra tipica della Lessinia. Si chiama “baito” in dialetto veronese, e veniva adibito alla lavorazione del latte. Questo in particolare è un “baito di contrada”, ossia di comunità. Si servivano tutti i contadini di questa contrada. Qui ognuno portava il proprio latte munto per essere lavorato e poi passavano a ritirare i prodotti finiti e lavorati che gli spettava in base alla quantità del latte che avevano consegnato. Vero e proprio fulcro dell’attività montana della Lessinia.
In ogni baito c’erano regole ben precise alle quali attenersi se si voleva portare a casa il formaggio. Dal latte si ricavava anche panna e burro, oltre naturalmente al formaggio di malga. Non veniva buttato via niente, nemmeno il prodotto di scarto, che veniva riutilizzato.

Ma come funzionava un baito?

All’interno c’era un fuoco acceso sul quale veniva scaldato il latte. Si metteva un grande paiolo di rame appeso ad un braccio di legno sopra la fonte di calore, a seconda della temperatura che si voleva raggiungere si spostava o si avvicinava al fuoco.
Dentro al baito c’era sempre una chitarra. Ma non serviva per suonare, bensì per lavorare il latte affinchè non si formassero grumi.
Infine il burro di malga. Per produrlo si utilizzava una specie di stantuffo che necessitava di ben 8 mani per essere manovrato.

Giassara per conservare il ghiaccio in Lessinia economia montana

Ghiaccio – Fonte di reddito per le montagne veronesi

Altra fonte di reddito delle montagne della Lessinia era il ghiaccio.
Nella foto potete vedere un esempio di giassara. Tipica struttura sempre in pietra che si può ancora trovare camminando tra i monti, dentro la quale si conservava il ghiaccio. Il “giassaro”, colui che lavorava il ghiaccio, prendeva le lastre modellate dal masso originario, le caricava sul suo carretto e di notte quando faceva meno caldo scendeva a valle per venderle nelle abitazioni.
Il ghiaccio acquistato dal giassaro serviva alle famiglie per conservare il loro cibo. E così che nasce il primo frigorifero.
Testimonianza di un’attività che appartiene alla cultura montana, tradizione antica che vale la pena di scoprire.