Orvieto cosa vedere: dove andare a dormire e cosa mangiare

Orvieto tour di Silla e Pepe

Orvieto cosa vedere: dove andare a dormire e cosa mangiare

Cibo e tradizioni della città umbra

Orvieto cosa vedere: dove andare a dormire e cosa mangiare, i miei consigli per il weekend perfetto nella città umbra. Da visitare e scoprire per i suoi monumenti, la storia e il buon cibo. Orvieto è una città del centro Italia che mi ha subito conquistata. Al primo sguardo appare fragile, come sospesa per magia tra cielo e terra.
Ti chiedi come sia riuscita a superare indenne i millenni. Qui ho respirato quiete e sillabe di poesia.

Per una fuga d’amore o dalla città, prendetevi comunque il tempo per fare una sosta qui. Io ci sono stata con mio marito facendoci un regalo. Spesso in occasione di compleanni o ricorrenze scegliamo come regalo un viaggio. Non importa che sia distante, ma che sia un momento tutto per noi.
Circondata da dolci pendii collinari, sono le sue case di tufo dal colore ambrato a caratterizzarla e l’origine antica risalente al periodo etrusco come si può constatare dalle molteplici testimonianze storiche.
Costruita sopra un dedalo di cunicoli e grotte della rupe, si estende per gran parte sotto terra: Orvieto sotterranea è una delle cose da vedere a Orvieto.
Il cibo è l’altro valido motivo per venire qui. In questo angolo d’Italia i piatti tradizionali la fanno da padrone e accompagnano da sempre le abitudini delle famiglie mescolandosi alla storia.

Città sotterranea

Orvieto cosa vedere: la città sotterranea

Entrando nel vivo del nostro weekend, Orvieto è un borgo tranquillo che si visita comodamente a piedi. Anche per questo non ho fatto caso ai scarsi parcheggi, come mi è stato fatto notare da qualcuno. Io consiglio di lasciare la macchina in qualche parcheggio esterno al centro storico e girare a piedi. Se proprio non volete camminare c’è un comodissimo servizio navetta che vi fa arrivare nei principali punti turistici.

Se le meraviglie artistiche e artichettoniche della città di Orvieto sono evidenti e sotto gli occhi di tutti, è compiendo il viaggio nella “città sotterranea” –Orvieto Underground – che si tocca con mano la sua storia. La particolare natura geologica del materiale su cui sorge ha consentito agli abitanti di scavare, nel corso – pensate – di tremila anni, un numero di cavità incredibile che si estendono e si intersecano magicalmente al di sotto del tessuto urbano.

Un registro apposito regolamentava le attività di scavo secondo un particolare protocollo da rispettare. Questo ha permesso la conservazione del borgo e garantito l’incolumità dei suoi residenti. Si è iniziato a scavare sotto le abitazioni perchè lo spazio in superficie non era sufficiente. Ecco allora che gli abitanti si sono messi a lavorare la pietra al lume delle candele e hanno reso le grotte veri e propri centri commerciali adibiti allo sviluppo delle attività.

Gli scavi sono proseguiti per anni fino al 1800 grazie al fatto che le cavità sono composte di tufo e pozzolana. Materiali facilmente lavorabili, derivati dalle esplosioni del vulcano che un tempo si trovava nella zona dove ora c’è il lago di Bolsena. Ma forse anche perchè qui sotto la temperatura è costantemente stabile a 15°, cosa assai gradita sia in inverno e anche in estate.

La temperatura mite di questi ambienti permetteva di lavorare facilmente le olive per estrarne l’olio.
Questo frantoio riporta sulla pietra la data 1697 ed è l’esempio più tangibile dell’economia che si è sviluppata sotto terra.



Questi cunicoli, che si estendono sotto le abitazioni dal 1.100 furono anche utilizzati come rifugio dai Papi perchè garantivano protezione e vi era una notevole riserva di cibo.

Orvieto sotterranea frantoi particolare di Silla e Pepe

Nei tanti ristoranti di Orvieto potete trovare in menù il piccione. Il perchè di questa tradizione culinaria è presto detto. Visitando la città sotterranea mi sono imbattuta in cavità come queste piene di buchi perfettamente squadrati e in linea.

Orvieto sotterranea: i colombai

I colombai venivano utilizzati per allevare i colombi a scopo alimentare. Un esempio di allevamento a costo zero. I colombi stavano nei nidi delle cavità per riprodursi e uscivano all’aria aperta autonomamente per rifornirsi di cibo. Quindi non serviva nemmeno alimentarli con mangimi.

Tra il 1200 e 1600 allevare piccioni era un’attività ben sviluppata in questa zona, per lo più appannaggio delle famiglie ricche e del Clero che li allevava per nutrire i Papi.
Nelle vicinanze dei colombai ho notato delle vasche. Servivano per mantenere puliti gli ambienti ma, si ipotizza, venissero anche impiegate per l’attività di concerie.

Orvieto sotterranea particolare dei colombai tour di Silla e Pepe
Ma non finisce qui...

Cosa vedere a Orvieto: il pozzo di San Patrizio

Orvieto cosa vedere in un weekend oltre alla città sotterranea? Sicuramente meritano una visita il Duomo e il pozzo di San Patrizio. A poca distanza tra loro, infatti, risplendono la magnificenza del Duomo e l’ingegneria architettonica del pozzo di San Patrizio e i segreti nascosti del pozzo della Cava.

Nei dintorni di Orvieto

Dato che siete in zona, fate come me, andate a visitare anche Civita di Bagnoregio. Chiamata la “Città che muore” per quel suo senso effimero e la percezione di fragilità. Appesa sulla rupe è collegata da una passerella che si percorre a piedi e tutt’intorno il vuoto a circondarla. Sono pochi ormai gli abitanti di questo piccolo borgo del Lazio unico e raro.
Se passate di qui fate una sosta al Bar La Piazzetta. Potete pranzare con piatti tipici coltivati dall’ Azienda Agricola Campomoro in Alta Tuscia che gestisce anche il locale. E portarvi a casa un souvenir gastronomico come quello che ho preso io: un sacchetto di roveja con il quale ho preparato una zuppa e un hummus buonissimi.

Dove mangiare a Orvieto

Dopo aver scarpinato in lungo e in largo per i vicoli del borgo, visitato i cuniculi di Orvieto sotterranea, salito le scale della Torre del Moro per oltre 200 gradini, direi che mi merito una sosta.

Per i più golosi consiglio il Bar Pasticceria Montanucci nella centrale via Cavour: ci siamo stati per la colazione, per pranzo e per un caffè prima di partire. Quindi direi adatto a tutte le ore e ad ogni stagione.

dolci tipici di Orvieto per carnevale

Dolci tipici di carnevale che si preparano ad Orvieto. Sono dei panzerotti ripieni di ricotta.

Il dilemma di dove mangiare è presto risolto dall’opportunità di caratteristici locali nelle piazze o nascosti tra i vicoli di Orvieto.
Io e il mio fidato compagno di vita ci siano fiondati affamati alla Trattoria del Moro Aronne. Qui abbiamo degustato i tradizionali umbrichelli col baffo e un delicato tortino di zucca. Si, lo so, avrei dovuto azzannare un piccione ma ho scoperto solo il giorno dopo questa tradizione culinaria.

Dove dormire ad Orvieto

Potete affidarvi ai tanti B&B ma solo uno vi farà toccare il cielo con un dito. Noi abbiamo dormito qui: Orvieto in terrazza. Nell’ora in cui il sole cammina ancora sulle tegole oppure si affaccia timido all’orizzonte dalla sua terrazza potete godere di uno spettacolo unico.