Risotto cachi e gorgonzola

risotto cachi e gorgonzola Silla e Pepe

Risotto cachi e gorgonzola

Sapori d'autunno in tavola

Chi mi segue avrà notato che sono entrata nel periodo del “caco” anche se detta così potrebbe far pensare male. Ma in effetti, avendone un pò in casa ho liberato la fantasia e mi sono scatenata in cucina. Con i cachi si possono fare davvero tante buone cose: è un frutto che si presta a ricette dolci ma anche piatti salati, rigorosamente in stile autunnale.
Come questo gustoso risotto cachi e gorgonzola piccante. Da leccarsi letteralmente i baffi.

Se anche voi siete tra quelli che non sanno mai cosa farsene di questi frutti arancioni e vi dispiace buttarli via, siete nella mia stessa barca. C’è da dire che pur essendo assai bellini, questi cachi, non si lasciano mangiare tanto facilmente se non quando sono proprio maturi. La classica definizione del “caco che lega” si riferisce al frutto ancora acerbo che diventa difficile da poter degustare. Bisogna che sia nella sua perfetta maturazione per assaggiarlo al meglio e godere della sua morbida polpa.

Quindi diventa interessante capire come cucinare i cachi per non cadere in errore e magari fare brutta figura.
In un altro post ho preparato dei tortini ai cachi e noci: una deliziosa ricetta dolce che ha avuto parecchio successo. Se ve la siete persa vi lascio qui il link (vai alla ricetta).

Ma venendo a noi, chi mi segue lo sa già che vado pazza per i risotti. Del resto vivo in una zona dove si coltiva ottimo riso. Nelle campagne attorno a Verona sono molte le risaie dove si coltiva il Vialone Nano o il Carnaroli. Due tipi di riso differenti, con caratteristiche uniche. Solitamente preferisco usare il Vialone Nano per preparare risotti all’onda più cremosi perchè rilascia più amido in cottura mentre per insalate o riso Pilaf mi affido al Carnaroli i cui chicchi rimangono più integri e tiene bene la cottura.

Tornando a noi … come cucinare i cachi con una ricetta salata? Ecco il mio risotto cachi e gorgonzola.
Prima di passare alla ricetta di oggi vi spiego come lo cucino io un risotto.
Per cucinare il riso non sempre uso il brodo ma d’abitudine mi basta l’acqua con un pizzico di sale. Il condimento poi fa tutto il resto. In questo modo i sapori emergono in maniera nitida e non si confondo negli aromi del brodo vegetale o di carne.
Lo cucino per assorbimento ossia lo metto a cuocere in una pentola con il doppio quantitativo di liquido del riso. In questo modo durante la cottura si assorbe la parte liquida. Tengo però sempre da parte un pò di acqua calda in modo che a necessità posso andare ad aggiungerla.

Va detto che il risotto cachi e gorgonzola che vado a proporvi è un bell’abbinamento e forse non a tutti viene in mente di unire un frutto con il riso e il formaggio. Invece io c’ho pensato e stupirà anche voi.
A me piace molto il risotto con la frutta: d’estate, ad esempio, preparo risotto alle fragole o al melone. Quando è troppo dolce, come in quest’ultimo caso, integro qualche ingrediente che va a ridurre la parte dolce come potrebbe essere il pepe o un formaggio dal sapore forte. Anche nel caso del mio risotto cachi e gorgonzola ho usato il trucchetto del formaggio che devo dire, ha ridotto il dolce del frutto ed allo stesso tempo ne ha esaltato l’identità.

la mia ricetta
risotto cachi e gorgonzola Silla e Pepe

Ingredienti x 2 persone:

180g circa di riso Vialone Nano
100g polpa di cachi (2 cachi)
50/60g gorgonzola piccante
sale q.b.

 

Ricavate la polpa di cachi dai frutti e frullatela con un pizzico di sale e un pò di olio di oliva.
L’effetto finale deve essere una crema morbida.
Scaldate in una pentola una quantità d’acqua il doppio del peso del riso.
Quando bolle buttate il riso e coprite con il coperchio per 10 minuti.
In questo modo il riso cuocerà per assorbimento e non dovrete più toccarlo.
Trascorsi i minuti di cottura unite al riso la crema di cachi e completate la cottura mescolando per qualche minuto.
Infine aggiungete il gorgonzola piccante e mantecate.

Per chi si domanda che gusta avrà posso suggerire di pensare ad un altro risotto con un ingrediente arancio che però non è un frutto ma un ortaggio ma che dona un sapore tipicamente dolce. Avete intuito di cosa parlo? Vi lascio nel dubbio… oppure ditemelo voi dopo averlo assaggiato.

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