Tocatì Festival internazionale dei giochi in strada a Verona

Logo del Tocatì Festival internazionale dei giochi in strada

Tocatì Festival dei giochi in strada a Verona visto da una foodblogger

Riscopriamo le tradizioni di una volta

Settembre è sinonimo di rientro a scuola ma per noi veronesi significa anche il ritorno di un appuntamento tanto atteso: Tocatì Festival internazionale dei giochi in strada. Momento ludico culturale che richiama per le strade e le piazze del centro storico della città scaligera molti turisti da tutta Italia e anche dall’estero. Grazie anche al fatto che ogni edizione ospita un paese straniero portando con sè la propria cultura. In questo racconto vi parlerò meglio del Tocatì come Festival dei giochi di strada e vi darò alcune informazioni utili sull’edizione di quest’anno che si è dovuta adattare alle normative anti-covid. Per finire con la mia esperienza ai giochi quando ho partecipato come foodblogger.

Cos’è il Tocatì, Festival internazionale dei giochi in strada

Un’occasione per riscoprire i giochi di una volta, spesso dimenticati o ignorati dai giovani d’oggi che preferiscono videogames o social network per riempire le ore libere. Nato grazie all’impegno dell’ AGA Tocatì Associazione Giochi Antichi che ricerca, studia e promuove il gioco tradizionale sul territorio italiano. Si tratta di passatempi, a volte vere e proprie discipline regolamentate, che i nostri nonni facevano in strada utilizzando quel poco che avevano sotto mano. Bastavano dei sassi, un laccio, a volte dei bastoni per riscoprire la felicità! Un fine settimana dedicato al sano divertimento targato famiglia che normalmente riempiva le strade e le piazze di Verona perchè il Tocatì, Festival internazionale dei giochi in strada, piace davvero a tutti. Quest’anno per forza di cose il programma subirà variazioni che vedremo nel prossimo paragrafo.
Il Festival non è solo giochi in strada ma anche interessanti convegni e laboratori didattici per i più piccoli, mostre e approfondimenti. Come spesso accade con il paese straniero ospitato. Occasione speciale per viaggiare senza uscire dalla nostra città, per conoscere i suoi usi e i costumi.

XVIII Edizione Tocatì : dal 18 al 20 settembre 2020

L’edizione del Tocatì di quest’anno si preannuncia insolita, è comunque un buon segnale che si possa fare nonostante tutto. Il Festival si terrà nel rispetto delle ordinanze e delle linee guida vigenti in materia di salute. Novità di quest’anno: per la prima volta Tocatì si svolgerà in giro per i borghi d’Italia in simultanea. Le piazze di 13 borghi storici – alcuni riconosciuti siti Unesco – oltre alla città di Verona si animeranno per i giochi di strada. Spero di esservi utile con questo piccolo elenco dove trovate le località coinvolte e i giochi presenti. Per il programma completo vi consiglio di andare sul sito tocatì.it

– Brissogne (Valle d’Aosta) per giocare a Tsan
– Farigliano (Piemonte) per giocare a Bijè
– Fossa Caprara (Lombardia) per giocare a Sbürla La Rôda
– Sezano (Verona, Veneto) per il Zugo de l’ovo
– Gemona del Friuli (Friuli Venezia Giulia) per giocare a Pilote
– Malamocco (Venezia, Veneto) con Remiere
– Monterosso al Mare (Liguria) per il Gioco delle Noci
– Pienza (Toscana) per giocare a Cacio al Fuso
– Schieti (Marche) con i Trampoli
– Arpino (Lazio) per la Corsa con la Cannata
– Montebello Jonico (Calabria) per giocare a Birillo Parato
– Novara di Sicilia (Sicilia) per giocare a Lancio del Maiorchino
– Ollolai (Sardegna) per S’Istrumpa

Il Tocatì visto con gli occhi di una food blogger

In diverse occasioni ho parteciato al Festival ma questa volta ve ne parlo da food blogger e quindi con un occhio di riguardo verso il cibo. Vi sembrerà strano inizialmente ma in realtà ci sono molti elementi di congiunzione tra il cibo e i giochi. Da nord a sud la tradizione insegna che un tempo si giocava con quello che c’era a disposizione. Questo perchè una volta non c’erano molti divertimenti al contrario dei tempi odierni, e i nostri avi erano bravi ad organizzarsi con quello che avevano sotto mano. Elementi semplici di uso comune che assumevano la connotazione del gioco. Il resto lo facevano la fantasia dei bambini e la loro creatività. Durante la mia partecipazione al Festival ho potuto provare alcune discipline e farmi raccontare tutti i segreti da chi le pratica da anni.

Lancio del Maiorchino

Il “lancio del Maiorchino”, pecorino stagionato siculo, è uno dei giochi con cui mi sono messa alla prova. Consiste nel lanciare per un percorso di 1 km la forma di formaggio facendo meno lanci possibili e arrivando a tagliare il traguardo per primi. Devo dire che sembra facile ma non lo è. Come tutte le cose ci vuole allenamento: un mix di precisione, mira e forza.

  • Un piccolo segreto che mi sono fatta dire.
    Bisogna saper gestire con praticità il laccio che avvolge la forma, detto “a lazzata” per determinare velocità e la giusta direzione.


Questo passatempo nasce dalla necessità di valutare la stagionatura del formaggio Maiorchino. Facendolo rotolare per i vicoli del paese si testava la resistenza. La pratica sopravvive ancora oggi nel paese di Novara di Sicilia nel messinese come divertimento. Gli abitanti si sfidano a carnevale a lanci di forme da 10 kg per i vicoli di paese.

Dopo essermi esercitata con qualche lancio, lascio la postazione agli altri giocatori e me ne vado con un pò di acquolina in bocca per un formaggio che ho stretto tra le mani senza però mai assaggiarlo!

Lancio del Maiorchino al festival dei giochi di strada di Verona Tocatì
Gioco del Ruzzolone

Altro gioco con il formaggio: Ruzzolone. In realtà non si faceva solo con le forme di formaggio stagionato ma anche con dischi di pietra o legno che sono più leggeri e facili da manovrare per i giocatori. Il compito di stabilire il punteggio è affidato a delle bande metalliche che devono essere colpite dalla forma. Più piccola è la fessura da centrare, più punti si accumulano. Vi lascio immaginare quale può esser stato il mio punteggio! Si pratica a Spoleto in Umbria. Un tempo si dilettavano con il Ruzzolone i pastori per ingannare le ore durante la transumanza. Ora la tradizione è nelle mani dell’Associazione che si attiva per promuoverla ai giovani.

Ruzzolone gioco del Tocatì
Ruzzolone gioco del Tocatì

Ora non vi resta che prendere parte a Tocatì e vivere un’esperienza unica. Quest’anno reso ancora più speciale dalla possibilità di visitare piccoli borghi e paesini che ancora non conosciamo. Io vi aspetto a Verona.
La mia città è pronta ad accogliervi e farvi sentire come a casa. Quando arriva settembre sono felice come una Pasqua nel vedere il centro storico brulicante di bambini e adulti che si divertono. Datevi l’opportunità di tornare indietro nel tempo quando la curiosità stava alla base di tutto e con la meraviglia negli occhi si affrontavano i pomeriggi dopo scuola.

Dove mangiare a Verona durante il Tocatì

Tra un gioco e l’altro vi verrà sicuramente fame ad un certo punto della giornata, soprattutto se maneggiate forme di formaggio come ho fatto io! Meglio correre ai ripari con qualche buona idea per il pranzo o la cena.
Vi suggerisco alcuni locali già testati, che mi sembrano ottimi.

  • Voglia di pizza –
    Pizzeria Saporè nei locali street food o comodamente seduti, entrambi in centro storico propone pizze gustose con ingredienti di prima qualità ad un prezzo adeguato. In questo link qualche indicazione 
  • Bruschette –
    Bruschetteria Nose in quartiere Veronetta, comodo al centro, prepara ottime bruschette che possono andar bene come spuntino sfizioso e pranzo o cena. Locale adatto a tutta la famiglia.
    In questa zona di Verona non mancano altre proposte per mangiare, dal cibo etnico alle trattorie tradizionali con piatti veronesi.
  • Oppure consultate l’articolo Ristoranti con area bimbi a Verona: i migliori 5