Valpantena, a due passi da Verona: il sentiero attorno Grezzana

"caregon" gigante della Valpantena

Valpantena, sentiero naturalistico a Grezzana

``El caregon`` gigante e il Mulino di Bellori

Oggi vi porto a conoscere la Valpantena, territorio a due passi da Verona, meta ideale per una gita fuori porta. Il nome Valpantena per lo più riconduce alla cantina o fa pensare a Santa Maria in stelle con il suo Ipogeo. In realtà in questa zona collinare alle porte della città esistono diversi percosi naturalistici adatti a tutta la famiglia. E visto che ormai la primavera bussa alle spalle per farci stare all’aria aperta perchè non approfittarne?
Percorreremo insieme un sentiero attorno Grezzana che da Bellori porta alla frazione Corso dove potremo finalmente riposare sul “caregon” gigante con vista sulle montagne. Non temete: non sarà un’uscita spacca gambe ma un percorso che con un pò di attenzione possono fare tutti e un’occasione per conoscere antiche tradizioni legate a questa terra.

Valpantena: da Bellori al “caregon”

La partenza della nostra escursione è a contrada Bellori, a Lugo di Grezzana (vi parlerò più tardi della sua particolarità). Siamo in Valpantena, valle a nord di Verona che dalle porte della città sale fino al Parco naturale regionale della Lessinia. Il percorso è lungo circa 7 km con un dislivello di 300m, ha tratti asfaltati che sterrati. Lasciata l’auto qui, incamminatevi verso nord tenendo la sinistra al bivio che porta verso contrada Dorighi e Busa fino ad inoltrarvi lungo il vajo. Come riferimento tenete sempre la freccia rossa del percoso “feet”. Dopo circa un’ora e mezza di cammino si sbuca al ponte “basasenoci“, da qui prenderete il sentiero che porta alla frazione Corso dove ad aspettarvi c’è una comoda sedia gigante.

Sbucati a Corso seguendo la freccia rossa sul percorso vi trovate al cospetto del “caregon“. Una grande sedia rossa e bianca (“carega” in dialetto veronese) che in qualche modo richiama la famosa big beanch. Vale la pena fermarsi in questo angolo di Valpantena dove regna il silenzio e la vista spazia dalla Lessinia al Baldo. Se volete salire sulla sedia, a vostro rischio perchè è di proprietà privata e vi dovete assumere la responsabilità. Siate prudenti per voi stessi e l’ambiente che vi circonda!

"caregon" gigante della Valpantena

Dopo il meritato riposo, nel nostro caso la sosta è servita per consumare il pranzo al sacco, potete riprendere il cammino in discesa per far ritorno direttamente a Bellori. Oppure scegliere di proseguire lungo il percorso più lungo che vi riporta sempre al punto di partenza ma con un’ora e mezza in più sulle gambe. Giunti alla contrada Bellori non salite subito in macchina ma fermatevi al mulino che vi racconto la sua storia.

sentiero in Valpantena attorno a Grezzana

Bellori e il suo mulino



Quando i percorsi naturalistici si intersecano con la tradizione sono contenta come una Pasqua. In questo caso a Bellori ho trovato pane per i miei denti. La posizione è strategica: tutto attorno le colline un tempo adibite alla coltivazione di cereali e allevamento e a disposizione di una discreta quantità d’acqua per far andare i suoi mulini. A Bellori si può vedere l’ultimo dei 12 mulini presenti a Lugo di Grezzana. Datato XV secolo è uno dei mulini meglio conservati completamente in legno. E’ stato attivo fino al 1956 quando l’avvento dell’industrializzazione ha spostato l’attività dall’agricoltura alle macchine e in Valpantena si è sviluppato maggiormente il settore del marmo. Lavorava con due macine, una per la polenta e l’altra per la farina, macinando per tutta la comunità. Entrare qui dentro è come fare un tuffo nella nostra storia, quella contadina vissuta dai nostri nonni. Potete farlo anche voi, una domenica al mese grazie ai volontari della proloco di Grezzana che aprono lo scrigno del Mulino di Bellori e vi conduco passo passo nella storia.

Il Baito di Bellori

Bellori merita una visita non soltanto per il suo tipico mulino ma anche per il baito che si trova nelle vicinanze. Come in tutta la Lessinia anche in Valpantena si lavorava il latte per produrre burro e formaggi. In questi ambienti, il “logo del late” (luogo del latte) e il “logo del fogo” (luogo del fuoco) si incentrava la maggior parte della produzione casearia mentre la stagionatura avveniva da un’altra parte. I muri ancora anneriti della stanza del camino parlano da soli. Se volete sapere come funzionava un baito vi consiglio di leggere l’articolo che ho scritto sull’economia della Lessinia, baito e giassara .

baito della Valpantena a Bellori di Grezzana

Se volete entrare anche voi nel Mulino di Bellori e visitare il Baito o conoscere altri percorsi della Valpantenta vi lascio alcuni riferimenti utili: