La vita in malga

Tipica malga in Val di Sole

La vita in malga

Racconto di un malgaro della Val di Sole

La vita in malga è fatta di spirito di sacrificio e passione. Lo sa bene il malgaro incontrato in Val di Sole da cui mi sono fatta raccontare questa storia.

Mi ha sempre incuriosito la vita di montagna. La mia passione per il trekking e le alte vette mi porta spesso fuori città e qui, tra pendii e aria fresca, mi capita di imbattermi in testimonianze che non mi faccio scappare perchè penso che possano interessare anche ai miei lettori. Poi ditemi se sbaglio…

La vita in malga – Dove siamo

Questo post in realtà prende vita già in Val di Sole, in un fine settimana di inverno. Ero qui per una breve vacanza con marito e alcuni amici e tra una camminata e l’altra con le ciaspole, facevo scorpacciate di ottimi piatti della cucina trentina e di racconti delle nostre guide alpine. Il paesaggio della Val di Sole è costellato di tante malghe, alcune delle quali tuttora attive nei mesi estivi. Inevitabile quindi, non soffermarsi a pensare a quello che rappresenta l’economia di queste vallate.

La vita in malga

Dovete sapere che un tempo l’economia montana era prevalentemente basata sull’allevamento e la lavorazione del latte. Nelle malghe si svolgeva gran parte dell’attività di molti abitanti delle vallate trentine.
In quel tempo possedere una mucca era un gran valore. Sinonimo di ricchezza e chi ne aveva più di una era ritenuto, addirittura, benestante.

Mucche in affitto

Era prassi che chi non poteva permettersi un animale tutto suo, lo prendesse in affitto a fieno da chi ne aveva più di uno. Come oggi accade per chi affitta un appartamento o una stanza della propria casa.  Questi manteneva l’animale e gli procurava il cibo affinchè potesse produrre latte per ricavarne vari prodotti. Una prassi comune l’affitto di bestiame per chi era meno abbiente e non poteva permettersi di mantenere una mucca a vita.



Tipica malga in Val di Sole

Il racconto del malgaro

La guida che ci ha accompagnato in escursione durante la vacanza conosce bene la realtà della vita in malga perchè anche lui faceva il malgaro. Mi spiega, con gli occhi lucidi di nostalgia, che quattro erano le figure principali che governavano la vita di malga. Era un lavoro di squadra con compiti precisi per ogni componente.

Il lavoro si svolgeva durante l’alpeggio, dalla primavera all’autunno circa. Chi faceva il formaggio era il vero protagonista perchè su di lui ricadeva tutta la responsabilità della produzione. Chi curava gli animali era fondamentale perchè stessero bene e fossero operativi. Quindi doveva occuparsene anche di notte, per questo veniva ricavato uno spazio in stalla dove potesse riposare con loro.
Le restanti due figure, meno importanti, si occupavano una di pulire e rassettare casa e l’altra, spesso un ragazzo giovane, teneva i contatti con la valle.

Il latte prodotto veniva raccolto e lavorato tutto insieme e suddiviso solo alla fine tra coloro che possedevano le mucche. Più o meno la stessa cosa che succedeva in Lessinia, le montagne dei veronesi. Forse vi farà piacere leggere l’articolo dove parlo dei baiti di montagna (Leggete l’articolo per saperne di più).

La vita in malga era scandita dalle stagioni e dagli eventi meteorologici. Disciplina e passione convivevano sotto lo stesso tetto. E spesso venivano coinvolti nei lavori tutti i membri della famiglia. Uno stile di vita lontanissimo dal nostro di oggi ma ricco di significato e che, per fortuna, ancora qualcuno fa. Si può imparare molto dai principi che governano una malga e dallo spirito di condivisione e rispetto che regna tra queste vette.